Qi Gong PDF Stampa E-mail


E’ una pratica cinese millenaria che è volta a favorire e mantenere la salute, con un riequilibrio del respiro, e alla trasformazione e circolazione dell’energia

Vitale.

E’ considerata la base di tutti gli stili interni.

qi gong

Nell’analisi degli ideogrammi Qi e Gong, sta forse la migliore spiegazione di quest’antichissima disciplina.

L’ideogramma Qi, traducibile come “energia” indica le fonti di approvvigionamento  energetico, ossia aria e cibo; infatti l’antico ideogramma di Qi, rappresenta l’aria – secondo alcuni raffigura la bruma che sale dai campi nelle fredde mattine o secondo un’altra tesi il vapore, mentre quella specie di asterisco, altro non è che una spiga di cereale ( o riso)

L’ideogramma Gong traducibile in “lavoro” è anch’esso composto da due ideogrammi.

Quello di sinistra, sta a significare che il cielo (tratto orizzontale superiore) e la terra (tratto orizzontale inferiore) si manifestano attraverso il tramite che li congiunge (tratto verticale) in questo caso l’uomo.

L’ideogramma di destra, che simboleggia l’aratro, rappresenta l’idea di forza e testimonia la partecipazione attiva dell’uomo all’energia fra cielo e terra. Così il Qi Gong porta in armonia l’organismo umano con l’ambiente esterno (terra), favorendo il suo adattamento al mutare delle stagioni (cielo).

La maggior parte delle tecniche, furono sviluppate e perfezionate dai monaci buddisti e taoisti che impartirono tali insegnamenti all’interno dei templi (rivelandole solo a pochi fidati allievi) ed è per questo motivo che il metodo è venuto a conoscenza a tutti solo negli ultimi decenni.

Il Qigong si basa essenzialmente sulla teoria dello yin e dello yang.

Nel corso dei secoli sono state individuate quattro scuole:

- la scuola taoista, caratterizzata dalla ricerca della salute all’interno di modelli naturali

- la scuola buddista, basata sulla ricerca di quiete e calma mentale

- la scuola confuciana, che considera la conservazione della salute in dovere nei confronti della vita stessa

- la scuola marziale, che potenzia la forza e l’energia interna per l’autodifesa.

In realtà non esiste una differenza sostanziale tra le scuole, e gli esercizi da esse proposte sono riconducibili a due tipi fondamentali: gli esercizi statici in cui il corpo è fermo e il qi è controllato attraverso la concentrazione e la visualizzazione e, soprattutto il respiro, e quelli in movimento tra cui il Taijiquan, gli esercizi dei cinque animali, gli otto pezzi del broccato, i diciotto esercizi taoisti.

In ogni caso, per fare bene il qigong occorre avere una mente più intuitiva che logica, un approccio più esperienziale che intellettuale.

 Prima di cominciare a praticare il Qigong, bisogna comprendere cosa siano i

“tre tesori” (San Bao) dell’organismo: lo Jing (essenza), il Qi (energia interna) e lo shen (spirito). Sono anche chiamati le tre origini o le tre radici perché sono considerati le origini e le radici della vita, i tre Tiao (armonizzazioni) Tiao Shen, Tiao Xi e Tiao Xin, il Dantian, la teoria dello Yin e dello Yang e dei Wu Xing ( 5 movimenti o elementi), il significato di Jingluo (meridiani principali e collaterali) gli Zang Fu (organi e visceri)


Jing

jing

L’ideogramma che lo indica comprende un germe di un chicco di riso perché formato dal radicale significante riso, più quello che significa germe o giovane o anche verde. Gli è stato poi dato un significato più esteso: germe di vita, essenza vitale, energia sessuale.

Nel Qi Gong il Jing è la forma più yin del Qi. Tende ad andare in basso, come l’acqua, muovendosi attraverso i genitali e trovando espressioni nei fluidi collegati con la riproduzione: il seme, lo sperma, i lubrificanti vaginali, gli ovuli, il sangue mestruale.

Per la medicina cinese il Jing cresce e si sviluppa lentamente durante la fanciullezza, raggiungendo il suo massimo all’età di 21 anni, poi decresce, a meno che non controlli e si aumenti con la pratica del Qi Gong. La diminuzione di Jing è associata, per questo, con molti segni d’invecchiamento come osteoporosi, abbassamento della funzionalità del sistema immunitario, mancanza della libido, capelli bianchi, rallentamento dei riflessi, mancanza di memoria.

Jing è l’energia che crea il midollo osseo e la materia grigia del cervello.

Ci sono tre risorse esterne per accumulare Jing: è ereditato dai parenti; deriva dalle parti raffinate e purificate del cibo; e, nel Qi Gong taoista, è dato e assorbito dal proprio partner sessuale. Ci sono anche varie risorse interne di Jing: la maggiore riserva è il Dantian inferiore; tra gli organi interni la sua sede è nel sistema dei reni (che include non solo i reni, ma anche le surreni e il sistema urogenitale). Secondo i testi alchemici taoisti, il Jing è prodotto internamente dalle energie combinate di reni e polmoni. Qualunque cosa migliori la salute di questi organi, aumenterà anche la riserva di Jing.


Qi

qi

E’ l’aria che respiriamo , il cibo che mangiamo, la terra che calpestiamo.

E’ in parte ereditato dai genitori e durante l’arco della vita può essere potenziato con una alimentazione corretta e soprattutto con precise tecniche respiratorie.

Il qi originario emana dai reni dove è depositato. L’energia acquisita dall’aria e dagli alimenti, invece, sono elaborati da Milza e Stomaco. Il Qi struttura l’organismo, lo rende coeso, consente agli organi di rimanere al loro posto e al sangue di scorrere.

Nell’ambiente medico cinese si ritiene che il qi e il sangue siano strettamente correlati: dove va il Qi, segue il sangue. Il Qi fornisce energia ai globuli sanguigni per mantenerli vivi.


Shen

shen

Lo shen rappresenta l’energia spirituale e psichica, la parte divina di ogni essere vivente, ed ha una natura essenzialmente luminosa. Considerandolo come energia corrispondente al cuore-mente, esso s’identifica sia con la mente sia con la parte spirituale della vita emotiva della persona. Anche lo Shen può essere coltivato nel corpo e raccolto dall’Universo. Tutte le forme tranquille di Qi Gong sviluppano Shen. E’ associato con il fegato e il cuore. Quando questi due organi sono in salute, il loro Qi si combina e produce Shen. Se sono malati, anche lo spirito della persona è compromesso, e la mente può tendere a una continua stanchezza, agitazione. Lo shen è la luce degli occhi; è conservata e aumentata quando giriamo gli occhi verso l’interno, praticando introspezione e meditazione. La sua energia è invece perduta quando passiamo troppo tempo a guardare fuori, preoccupandoci degli avvenimenti esterni. Gli stati di mente disturbata, confusa sono malattie dello Shen.

Mentre il Jing scorre attraverso le ossa e il Qi attraverso i meridiani principali, lo Shen scorre attraverso una serie di canali chiamati “Otto meridiani straordinari”. Questi sono quei percorsi su cui si focalizza l’attenzione attraverso alcune classiche meditazioni Qi Gong, come “la piccola circolazione celeste”

 

La pratica del Taijiquan mette in atto il processo di raffinazione dell’energia, dalla forma più grezza Jing, alla più raffinata Shen

 

Le tre forme energetiche sono localizzate all’interno del corpo umano in tre corrispondenti centri chiamati Dantian il cui significato è “campo del cinabro”.

Il cinabro, nell’alchimia è la materia prima della pietra filosofale, è il materiale di base per l’elaborazione dell’oro nell’alchimia esterna, e dell’elisir di immortalità nell’alchimia interiore. Il carattere cinese dan o cinabro raffigura una cavità o un pozzo, dove è contenuta la pietra. Il termine tian o campo introduce l’idea di coltivazione. Perciò i campi di cinabro sono campi di trasformazione nell’alchimia interiore.

Si distinguono tre campi di cinabro nel corpo:

il campo di cinabro inferiore al di sotto dell’ombelico

il campo di cinabro mediano all’altezza del cuore : shang zhong.

il campo di cinabro superiore nel capo al centro, all’altezza delle sopracciglia: yin tang.

 

Il Dantian inferiore è considerato la radice dell’uomo, è il luogo di origine dei “5 soffi” (antica denominazione dei cinque Qi, elementi o movimenti), racchiude l’essenza ed è il luogo, dove si raccoglie il Dan. E’ la porta di unione di Yin e Yang. Il punto di collegamento è il Mingmen tradotto come Porta della Vita.

Il Dantian si trova tre pollici sotto l’ombelico e tre pollici all’interno.

I tre dantian sono collocati lungo i meridiani straordinari e da essai ricevono le energie essenziali.

 

Il Dantian medio è collocato in mezzo al torace, esso produce e raccoglie le energie di aria e cibo, ripara il cuore. Su di esso influiscono l’ambiente in cui viviamo, l’aria che respiriamo, gli alimenti consumati, il ritmo veglia-sonno, il nervosismo, la stanchezza e la tristezza. Polmone e Cuore si alimentano nel Dantian medio.

 

Il Dantian superiore è situato nel capo tra i due occhi. Esso contiene il cervello e lo Shen.

 

Mingmen: è il luogo dove si forma la vita. Rappresenta lo Yin e lo Yang del rene. Il punto è compreso in un’area tra la seconda vertebra lombare, la zona sotto l’ombelico e il punto huiyin (centro del perineo). Il Mingmen è il fuoco del Fuoco dell’Yuan Qi, ossia l’energia che si attiva nel corpo: tutti gli organi hanno bisogno del calore del Mingmen per poter funzionare. Il meridiano straordinario Du Mai (o Vaso Governatore) rappresenta la principale via per tonificare il Mingmen.


LE ARMONIZZAZIONI

 Per raggiungere gli obiettivi della pratica bisogna imparare ad armonizzare: corpo (tiao Shen), respiro (tiao Xi), mente emotiva (tiao Xin), coordinandoli insieme.

 

Tiao Shen – armonizzare il corpo

 Essenzialmente, questo significa fare in modo che il corpo si rilassi: che ogni cellula del proprio corpo raggiunga un rilassamento completo, cosicché anche la mente si rilassi di conseguenza. Quando vi è un disturbo in qualche parte del corpo, vuol dire che il Qi non scorre liberamente. Attraverso le tecniche si lavora sullo scorrimento del Qi attraverso i meridiani, si controlla lo Zheng qi (Qi autentico), regolando il corpo e anche la mente, in modo che questi controlli le funzioni dell’intero organismo, anche attraverso l’incanalamento dell’energia data e ricevuta, negli organi malati. Il rilassamento è uno degli elementi chiave per aver successo nella pratica del Qi Gong. Solo quando si è rilassati tutti i muscoli del corpo, sono distesi, e i canali energetici sono aperti. La corteccia cerebrale entra in uno stato d’inibizione protettiva, di tranquillità. In questa situazione di rilassamento, i segnali trasmessi dalla corteccia cerebrale, di cui un terzo sono emessi dalle mani (soprattutto dal palmo), la posizione statica o il lento movimento fa sì che rivolgiamo la direzione dei campi magnetici dove più ci serve.

Nella pratica del Qi Gong, esistono tre tipi di rilassamento.

Il primo livello è costituito dal rilassamento fisico esterno, o rilassamento posturale. Questo livello è molto superficiale, e quasi chiunque può raggiungerlo. Consiste nell’adottare una posizione confortevole e nell’evitare sforzi inutili nei movimenti.

Il secondo livello è costituito dal rilassamento dei muscoli e di tendini. Per raggiungere questo livello la mente (Yi) deve essere diretta in profondità nei muscoli e nei tendini, in questo modo si apriranno i canali energetici e il Qi potrà scendere e accumularsi nel Dantian Inferiore.

Lo stadio finale è il rilassamento che raggiunge gli organi interni e il midollo osseo. Solo a questo livello il Qi potrà raggiungere ogni parte del corpo e gli organi interni saranno protetti e quindi rallentare la loro degenerazione.

In tutta la pratica del Qi Gong è molto importante essere ben radicati. Significa essere stabili e in stretto contatto con il terreno. Prima di poter sviluppare la radice, occorre rilassarsi e lasciare che il corpo si assesti: la tensione nelle varie parti del corpo si dissolverà, trovando così una posizione confortevole per stare in piedi, il Qi potrà sprofondare nel Dantian Inferiore e nelle Fonti Gorgoglianti (punto Yongquan) dei piedi, schiarendo la mente, da questo momento si potranno sviluppare le radici. Dopo aver sviluppato le radici, si dovrà imparare a mantenere il centro. Un centro stabile permetterà al Qi di svilupparsi in maniera regolare e uniforme, ma per mantenere il corpo centrato, si dovrà centrare la mente Yi e poi adattare il corpo a essa. Il centro del corpo e quello della mente sono le chiavi che permettono di condurre il Qi oltre i limiti del corpo.

L’equilibrio costituisce il prodotto della radice e del centro. L’equilibrio include il bilanciamento del Qi e del corpo fisico. Se la mente Yi è in equilibrio, si potrà bilanciare il Qi e il corpo fisico.


 Tiao Xi – Armonizzare il respiro

 Regolare il respiro significa regolare la respirazione finché diventa calma e tranquilla. La respirazione è influenzata dalle emozioni. Se la mente è calma e tranquilla l’inspirazione e l’espirazione sono relativamente uguali, perciò per regolare il respiro si dovrà regolare la mente. Il rovescio della medaglia è che attraverso il respiro si può controllare la mente Yi. Quando la respirazione è uniforme, la Yi ne resta ipnotizzata e, a sua volta, aiuta a calmare ulteriormente la respirazione. Quindi la Yi e la respirazione sono interdipendenti, e, cooperano tra loro: Una respirazione profonda e tranquilla rilassa e mantiene la mente limpida. Inoltre, riempie i polmoni di aria, in modo che il cervello e l’intero organismo abbiano un’adeguata fornitura di ossigeno. Inoltre, una respirazione profonda e completa consente al diaframma di alzarsi e abbassarsi, massaggiando e stimolando gli organi interni. Per questo motivo, gli esercizi di respirazione profonda, sono chiamati anche “esercizi degli organi interni”.


 Tiao Xin – armonizzare la mente/cuore

 Nella disciplina del Qi Gong armonizzare la mente significa usare la mente meditativa (Yi) per frenare la mente emotiva: usare la propria coscienza per interrompere le attività mentali, liberando così dalla schiavitù delle idee, emozioni e dei pensieri. La mente deve essere rilassata come l’acqua di un lago. Lo scopo più alto è non sentire più limiti tra noi e la natura intorno a noi.

Dal punto di vista mentale, quindi il Qi Gong regola la corteccia cerebrale e il cervello su cui sono riflessi i pensieri e le attività mentali. La visualizzazione e la meditazione sono potenti mezzi di regolazione delle emozioni, e attraverso quelle, degli impulsi nervosi che causano la produzione di sostanze fisiologiche o chimiche (come l’adrenalina o produzione di saliva)

Raggiunto questo livello, la mente sarà limpida, tranquilla, vuota e leggera. L’obiettivo finale deve essere “il pensiero del non pensiero”.

Quando la mente è rilassata, si potrà percepire gli organi interni e il midollo osseo; percepire i vari colori che sono associati ai cinque organi: verde (fegato), bianco (polmoni), nero (reni), giallo (milza) e rosso (cuore). Naturalmente ci sarà bisogno di molta pratica per raggiungere un tale livello. Quando ci si trova nello stato di “non pensiero”, bisogna concentrare la nostra attenzione sul Dantian Inferiore. Il Dantian costituisce l’origine e la dimora del Qi. La nostra mente può accumulare il Qi al suo interno, trasportarlo in qualunque area del corpo e poi farlo tornare nella sua dimora iniziale. Quando la nostra mente è concentrata sul Dantian Inferiore, il nostro Qi avrà sempre una radice. Nella pratica del Qi Gong si dice: “Usate la Yi (mente) per guidare il Qi (Yi Yi Yin Qi). Il Qi si comporta come l’acqua: non può essere spinto, ma può essere guidato. Quando il Qi viene guidato, scorre in modo costante, senza causare ristagni. Il qi fluisce naturalmente verso le aree, dove si concentra la Yi. Quando la Yi è forte il Qi è forte, mentre quando la Yi è debole, il Qi è debole. Pertanto, il primo passo nella pratica del Qi gong consiste nello sviluppare la propria Yi. Il segreto fondamentale per avere una Yi forte è la calma. Quando si è calmi, si possono vedere le cose in modo chiaro, senza essere disturbati dalle distrazioni circostanti. Con la mente calma c’è concentrazione.

Confucio ha detto: ” Perché la vostra mente sia stabile, dovete prima di tutto essere calmi. Quando la vostra mente è stabile, voi siete in pace. Solo quando siete in pace, sarete in grado di pensare e aver successo”. Questo vale anche per la meditazione o agli esercizi di Qi gong: calma, stabilità, pace, pensiero, conseguimento.