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Il popolo cinese attribuisce grande importanza al corpo. Nella più remota antichità l’imperatore Fou-Hsi, primo filosofo – re ( a cui si attribuisce l’invenzione del fuoco e del Bagua – otto trigrammi) avrebbe ordinato la creazione della Grande Danza per migliorare  la salute dei suoi sudditi.

Verso il secolo IV a.c. Tsang-Tseu, maestro taoisti parla di tecniche ispirate all’imitazione dell’orso e dell’uccello.

Verso la fine del II secolo d.c. il medico imperiale Hwa-Do riprende e completa l’idea di Tsang-Tseu inventando il gioco dei “ 5 animali” cioè l’imitazione dell’orso, della tigre, della scimmia, del cervo e della gru che si ritrova nella Dinastia degli Han posteriori. Il gioco dei 5 animali di Hwa-Do può essere considerato come la base comune di tutte le tecniche di combattimento a mani nude che si sono avvicendate da Hwa-Do ad oggi.

Tra tutte le tecniche di combattimento a mani nude, in Cina ha una parte preponderante quella della Scuola di Shao–Lin dal nome del Tempio Buddista di Shao –Lin ( “il tempio della giovane foresta”) situato nella provincia dell’Ho-Nan. A questo tempio è legata la figura di Bodidharma, monaco indiano della fine del V secolo d.c. che fu il patriarca fondatore del Buddismo Ch’an (Zen giapponese).

Bodhidharma

Bodhidharma

Il monaco soggiornò nove anni nel tempio e gli venne attribuita  la creazione del Shaolin Chuan cioè tecnica di boxe. Si racconta che grazie allo Shaolin Chuan i monaci del tempio portassero soccorso a coloro che venivano attaccati dai banditi e domassero le ribellioni. I monaci acquisirono tecniche di respirazione per alleviare dolori fisici e debolezze derivanti dalle lunghe sedute di meditazione e da uno stile di vita austero. Bodidharma insegnò ai suoi monaci le Diciotto Mani di Lo-Han che era una sequenza di esercizi di qigong che fu in seguito utilizzata come base del sistema di lotta del Shaolin Chuan. In questa disciplina, a parte le evoluzioni e le varianti delle scuole, ufficialmente si parla di 5 tecniche dette “il Drago”, “la Tigre”, “il Leopardo”, “il Serpente” e “la Gru Bianca” e si trovano definizioni quali “il volo della gru bianca”, “il ritorno della tigre sulla montagna”, “l’offerta dei frutti da parte della scimmia”. La Scuola Shaolin Chuan ha regnato incontrastata in Cina per molti secoli. Conserva ancora seguaci in Occidente con il nome improprio di Kung Fu, termine che non esiste in Cina.

Sotto il regno della Dinastia Song (960 – 1280 d.c.) il pensiero si evolve verso una sintesi delle diverse correnti spirituali e filosofiche, apparve così un neo – taoismo, un neo – buddismo e un neo- confucianesimo: in realtà tutti e tre giungevano alla stessa conclusione, la spiegazione dell’Universo e dell’uomo per mezzo di un unico movimento. Il Medioevo fu lungo ed oscuro e la leggenda si confonde con la stessa storia. Alcuni pretesero di attribuire la paternità del Taijiquan ad un monaco taoista della fine della dinastia Song (XIII secolo d.c.) chiamato Chang San Feng che ritirandosi in isolamento ascetico sul Monte Wudang Shan, nella provincia di Hubei, dove oggi sorge il Tempio della Nube Purpurea, si sarebbe ispirato ai movimenti del serpente e della gazza.


Chan San Feng

Chang San Feng

Una leggenda molto diffusa in Cina narra che:

“ …..Un giorno, Chan San Feng, osservando il combattimento fra una gru ed un serpente, rimase affascinato dalla facilità con cui il serpente di sottraeva con movimenti sinuosi, lenti e continui, ai secchi colpi dell’uccello, per poi, subito dopo, contrattaccare con fulminea rapidità. Il monaco intuì che la morbidezza  e la flessibilità, associata a movimenti circolari e sinuosi, avevano la meglio sui movimenti secchi e rettilinei della gru. Chang San Feng applicò questi principi alle arti marziali creando il Tai Chi Chuan…..”


Il combattimento fra una gru ed un serpente


Un’altra leggenda dice che Chang San Feng avrebbe imparato il Tai Chi Chuan in sogno.

Chang San Feng era conoscitore delle tecniche di meditazione e respirazione chiamati qigong al tempo in cui era ospite del Tempio Shaolin.

Chang Sang Feng comprese quindi che, in ogni combattimento, la cedevolezza e la morbidezza vincono sulla durezza e la forza; questa intuizione lo portò ad ideare una nuova disciplina dove unì le tecniche del qigong  e le sue conoscenze dell’energia alla disciplina Shaolin e creò il Taijiquan. Si narra che questo personaggio raggiunse l’illuminazione e visse più di 200 anni.

Inizialmente la conoscenza del Taijiquan fu gelosamente custodita tra le mura di nobili famiglie e tramandata da generazione in generazione.

Alla famiglia Chen appartiene la più antica forma conosciuta, si ritiene che il capostipite Chen Wang Ting, un generale al servizio della Dinastia Ming, sviluppò il suo stile intorno alla prima metà del secolo XVII. Il Taiijiquan uscì dal monopolio della famiglia Chen grazie all’arguzia ed al talento di Yang Lu Chan (1799 – 1871).


Yang Lu Chan

Yang Lu Chan


Verso la metà del 1780 Yang Lu Chan si fece assumere in qualità di servo da un nobile maestro Chen Chan Hsin. Durante la giornata il maestro Chen svolgeva regolarmente le sue lezioni ed allenamenti ai quali non poteva assistere il giovane Yang. Pur tuttavia, quest’ultimo, eludendo la sorveglianza, cominciò a spiare le lezioni e nottetempo simulava le varie posizioni sino a raggiungere un ottimo livello di apprendimento. Scoperto fu costretto a dare una dimostrazione di quanto aveva appreso e l’esibizione stupì il maestro Chen che lo nominò suo discepolo. Si dice che il maestro Chen consegnò all’allievo i libri contenenti i segreti del metodo tradizionale, stravolgendo completamente la tradizione che voleva che il tramando delle tradizioni marziali si svolgesse esclusivamente nell’ambito delle famiglie nobili. Diventato maestro e tornato al suo paese fu introdotto a Pechino da un suo discepolo e per molti anni vi insegnò la boxe chen,  avendo tra i suoi allievi persino le famiglie dei principi, allo stesso modo la modificò e la codificò. A poco a poco, il metodo Chen diventò il metodo Yang del Taijiquan. Il nipote del maestro Yang (Yang Cheng Fu) fu il primo a diffondere la nuova disciplina a livello popolare.


Yang Cheng Fu

Yang Cheng Fu


Yang Cheng Fu, in base alle sue esperienze personali, decise di modificare il Taijiquan dei suoi avi e si specializzò nelle posture più ampie perché capì che erano particolarmente utili per migliorare il proprio stato di salute. A partire dal 1928 viaggiò in tutte le città principali della Cina per insegnare il Taijiquan e formò diverse migliaia di allievi. Tra questi scelse i migliori e trasmise loro tutto il suo sapere. Fu Zhong Wen, all’età di 9 anni divenne discepolo del maestro Yang Cheng Fu. Accompagnò il maestro nei suoi viaggi per la Cina: il maestro Yang insegnava il Taijiquan e Fu Zhong Wen eseguiva le dimostrazioni e spesso accettava sfide di altri maestri marziali. Alla morte del suo maestro Yang Cheng Fu divenne la guida e il riferimento carismatico della Scuola Yang.


Fu Zhong Wen

Fu Zhong Wen

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