Wushu scuola esterna e scuola interna PDF Stampa E-mail

In Cina le arti militari tradizionali vengono indicate sotto il nome di Wushu.

Il termine wushu si suddivide in due grandi categorie: Wai Chia o stili esterni o Nei Chia o stili interni.

Il wai chia comprende quelle discipline nelle quali gli esercizi possiedono particolare evidenza (forza, velocità e agilità). Nel Nei chia, invece si ripone cura maggiore nell’aspetto meditativo (lavoro sull’energia interna).


 Ma Bo

Tale distinzione è comunque relativa, in quanto non bisogna dimenticare che nessun stile esterno prescinde dal momento meditativo, così come Nei Chia attribuiscono eguale importanza alla pratica fisica. Le scuole Wushu Wai Chia o Waijia (scuole esterne) si basano su un lavoro fisicamente molto duro e usano tecniche precise e ben definite. Attraverso il tipo di lavoro fisico che si usa allenare questi stili, si ottiene un rafforzamento dell’apparato osteo-articolare (spesso nell’esecuzione di posizioni basse e statiche) e di seguito dell’apparato muscolo-tendineo (esecuzione di gesti atletici in grande velocità). All’interno e per mezzo di queste azioni si arriva ad un uso razionale della respirazione, alla protezione dei principi vitali (Jing), allo sviluppo dell’intenzione (Yi) e all’elevazione dello spirito (Shen) in un processo cosiddetto di “raffinazione delle tre energie” (Qi JingShen).

Gli stili esterni rispondono ai principi dello Yin e dello Yang dei cinque elementi e degli otto trigrammi.

Si può affermare che in entrambi gli stili, gli elementi fondamentali sono sempre gli stessi: ossa, muscoli, circolazione dei liquidi corporei vitali, respirazione mente/spirito. Pertanto i due metodi, con sistema di lavoro diversi, si propongono gli stessi scopi. Un esempio tipicamente usato per capire questo fenomeno è quello dell’acqua e della sua forza intrinseca: basti pensare alla cedevolezza, in stato di quiete, e dell’effetto che farebbe l’essere investito da un’onda alta tre metri. Quindi parlando di Nei Chia o Wai Chia parliamo di due faccie della stessa medaglia e nel gergo delle arti marziali è uso dire che l’”interno” necessita dell’”esterno” per manifestarsi e l’”esterno” necessita dell’”interno” per avere forza vitale.

Un’altra possibile significato tra stile interno ed esterno, potrebbe essere legato all’origine differente dei due sistemi, perché nei chia viene fatto risalire come pensieri filosofici agli insegnamenti di Lao-ze, un cinese, da qui l’aggettivo interno; il wai chia viene fatto risalire a Damo (nome cinese di Bodidharma), un indiano, uno straniero, da qui il termine esterno.

Anticamente il wushu veniva tramandato di padre (Sifu o Shifu) in figlio o insegnato a piccoli gruppi di adepti. Il Sifu era il maestro di wushu ed era considerato il saggio del villaggio. Il Sifu era comunemente anche un esperto di medicina tradizionale ed aveva una cultura superiore a quella delle altre persone del villaggio. Era considerato un punto di riferimento ed era rispettato da tutti.

Il wushu è stato influenzato da tre correnti filosofiche: il buddismo per l’aspetto meditativo, il taoismo per i principi dello yin e dello yang, il rapporto con la natura  e la ginnastica terapeutica, il confucianesimo, per l’aspetto formale, la disciplina, le regole, le gerarchie. Un praticante di wushu tradizionale dovrebbe agire in armonia con le leggi della natura ed avere rispetto per il suo maestro ed in generale per il prossimo.

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